Attenzione ad una differenza importante tra due verbi piuttosto comuni sia in spagnolo che in italiano: creer (credere) e pensar (pensare).

Credere e pensare italiani
Credo che verrà (indicativo futuro).
Credo che venga (congiuntivo presente).
Penso che sia in ritardo (cong. presente).
Penso che sarà in ritardo (ind. futuro).

Vediamo che in entrambi i casi l'italiano ammette sia l'indicativo che il congiuntivo (anche se non è sempre così. Nel caso in cui per esempio il verbo pensare / credere sia al presente e la subordinata esprima anteriorità in italiano si deve sempre e solo usare il congiuntivo. Es. "Io penso che lui sia venuto" e non "Io penso che lui è venuto"). Anche per l'italiano il discorso è quindi piuttosto complesso, ma non molto utile al momento ai fini della nostra spiegazione (come vedremo per lo spagnolo basta ricordare un'unica regola. Semplice no?)

Ma cosa accade in spagnolo?

Creer
Creo que viene
Pensar
Pienso che lo ha hecho

Lo spagnolo utilizza per questi verbi solo l'indicativo.

Confronto tra spagnolo e italiano: pensar/ pensar
Pienso che lo ha hecho = Penso che lo abbia fatto
creer / credere
Creo que viene = Credo che venga / verrà

Ciò che in italiano rappresenta in alcuni casi un'alternativa (congiuntivo o indicativo), in spagnolo è quindi una regola. Altrimenti detto: usare in spagnolo creer o pensar + congiuntivo è un errore grammaticale. Bisogna sempre usare l'indicativo.